Tornati da qualche settimana dal nostro On the Road negli U.s.a. è finalmente giunto il momento di raccontarvi la nostra avventura che ci ha portato a percorrere circa 3000 km, in 13 giorni, attraverso la California e il  Nevada.

Giorno 1

Arriviamo a Los Angeles nel pomeriggio, stravolti dal lunghissimo viaggio e dal fuso orario, ma appena fuori dall’aereoporto dimentichiamo tutto e ci facciamo prendere dalla magia della città. Andiamo a prendere la nostra auto a noleggio e in quel momento sappiamo già che inizierà l’avventura più speciale della nostra vita. Percorrere le strade americane su un pick up era sulla nostra lista da tempo, e il nostro sogno finalmente si sta realizzando.

Raggiungiamo il nostro Motel, ed in perfetto stile americano parcheggiamo l’auto proprio davanti alla nostra stanza. Una doccia al volo e siamo pronti per uscire. Siamo nella zona di Pasadena, il sole è ormai tramontato, e mentre cerchiamo un posto in cui mangiare ci godiamo le luci della città. La nostra scelta cade su In n Out Burger, famosissima catena di fast food, aprezzatissima e super economica. Siamo davvero stanchi e il giorno dopo ci aspetta una giornata abbastanza intensa, dato che potremo dedicare a L.A. soltanto un giorno; così  torniamo in stanza a ricaricare le pile per il giorno successivo.

Giorno 2

Complice il fuso orario, ci alziamo presto e facciamo la classica colazione da motel americano con  caffè, latte e cereali a forma di ciambelline. La nostra prima destinazione è il quartiere di Echopark, reso celebre dai film e serie tv che hanno scelto come location alcune case della zona; tra le più famose, quella di Dominic Toretto in Fast and Furious. Per saperne di più leggete il mio articolo su Echopark http://www.mytravelingdayoff.com/5-location-di-film-e-serie-tv-in-california/

La nostra prossima meta è Hollywood : passeggiamo tra i negozi, sulla Walk of Fame e ammiriamo la scritta che sovrasta la città dalla collina. Per quanto sia una zona che merita una visita, non è sicuramente tra le mie preferite e così passiamo subito a Beverly Hills. Questa parte di L.a. ci piace un sacco, amiamo perderci tra le vie secondarie, nella tranquillità del caldo sole di luglio, mentre da sotto le palme, ammiriamo estasiati le ville che ci circondano.

Pausa pranzo da Five Guys, e via verso Santa Monica. La mia parte preferita in assoluto. Adoro il Pier, i suoi colori, la gente che lo affolla e  l’oceano a due passi a portata di mano. E di certo non può mancare una passeggiata  a Venice, con i suoi personaggi strambi, i negozietti e le sue spiagge di sabbia dorata.

La nostra giornata finisce nella nostra stanza in motel, dove ci facciamo consegnare una Pepperoni pizza, la nostra preferita; andiamo a dormire stanchi ma felici, con la consapevolezza che questo è soltanto l’inizio.

Giorno 3

La cosa bella di un on the road è proprio il fatto di godersi le meraviglie che si incontrano durante il tragitto, da una destinazione all’altra. E la strada che ci porta da Los Angeles al Joshua Tree National Park, rimane tra i miei ricordi preferiti.

La prima tappa è Redondo Beach. Cosa c’è di così bello qui vi chiederete ? forse per qualcuno nulla di che. Per me che sono un ‘appassionata del telefilm The O.c. invece, si avvera un sogno. E così mi trovo a camminare su quel pontile, dove anni prima Ryan, Marissa e tutti gli altri, ci hanno fatto sognare con le loro storie. Sul pontile raggiungiamo il locale in cui erano soliti ritrovarsi i protagonisti del famoso telefilm,  qui nulla è cambiato; entriamo per pranzare e l’atmosfera è sempre la stessa, alla parete è appesa una foto con le firme degli attori e mi sembra di tornare indietro di 10 anni.

E poi è davvero piacevole passeggiare in questa località di mare, tranquilla e soleggiata, godersi la mattinata prima di mettersi di nuovo sulla strada e continuare il viaggio.

La nostra prossima tappa è San Bernardino, che ci offre anche l’occasione di percorrere una piccola parte di Route 66, che emozione!

Ci incuriosiva poter visitare il sito del primo Mc Donald’ s aperto in America, nel 1948, ora riconvertito in un museo che ospita gadget di ogni genere, vecchi menù, divise e attrezzature. All’esterno murales e un sacco di oggetti forse un pò kitsch, ma originali e divertenti per scattare qualche foto.

Verso sera, arriviamo a Joshua Tree, dove passeremo la notte, in attesa di visitare il parco il mattino seguente.

Piccola nota sui nostri pernottamenti : ho sempre cercato di scegliere posti particolari in cui soggiornare, niente resort di lusso, ma piccoli motel originali, dal sapore tipicamente americano. E il posto in cui dormiremo questa notte, possiamo sicuramente definirlo più che originale!

 

Giorno 4

Sveglia, colazione e raggiungiamo subito il Visitor Center. Essendo questo il nostro primo parco visitato, compriamo il pass che ci permetterà di visitarne diversi; se avete intenzione di visitare almeno 4 parchi è la cosa più conveniente da fare. Costa 80 dollari e vale un intero anno.

 

Nonostante il caldo torrido, visitiamo il parco per tutta la mattina e certi posti possono essere descritti solo con le fotografie. La sensazione di trovarsi in mezzo a una natura sconfinata è meravigliosa. Paesaggi che non siamo abituati a vedere tutti i giorni, talmente lontani dalle nostre realtà quotidiana, da lasciare senza fiato.

Mentre ci dirigiamo verso Las Vegas, incrociamo un altro pezzo di Route 66 e ci fermiamo al Roy’s ,una stazione di benzina, un altro pezzo di storia, ad Amboy.  Nel bel mezzo del Mojave Desert, sull’asfalto rovente, mi viene la bellissima idea di sedermi per una foto. Nonostante la temperatura folle, lo rifarei mille volte ancora, perchè ogni volta che riguardo quella foto, il mio cuore si riempie di gioa e gratitudine per aver avuto la fortuna di poter vivere quel momento.

 

Ci rimettiamo in viaggio, destinazione Las Vegas. Uno dei miei posti preferiti al mondo. E non vedo davvero l’ora di rivederla….

Giorno 5

E dopo miglia di deserto, ecco che appare all’orizzonte lei : Las Vegas.  Ogni volta che la rivedo, è come ritrovarsi con una vecchia amica, che non vedi da molto tempo. E’ sorprendente la velocità con cui vengono creati nuovi edifici qui, ma i pilastri della città rimangono sempre gli stessi.

C’è ancora il Bellagio con le sue fontane danzanti, il Luxor con la sua piramide ed il Venetian con i suoi canali, attraversati dalle gondole.

La nostra stanza all’hotel Hooters è grande e con una vista sullo Strip, davanti alla quale mi addormenterò, col sorriso, nelle prossime due sere.

Questi due giorni a LV li passiamo a gironzolare senza una meta precisa, godendoci la piscina, gli hotel e giocando qualche spicciolo nei casinò. D’altronde è proprio per questo che si viene a Las Vegas, per perdersi.

Giorno 6

Ma non possiamo lasciare Vegas senza prima fare un giretto a Downtown, dove tutto ebbe inizio. E sopratutto, non possiamo andare via, senza prima avere scattato una foto sotto la famosa insegna, che accoglie ogni anno migliaia di persone.

 

La nostra prossima destinazione è la Death Valley, ma dato che a causa delle sue temperature alte è sempre consigliabile visitarla al mattino presto, pernottiamo in un paese vicino, per poi svegliarci e visitarla il mattino seguente.

Le strade del Nevada sono una fonte inesauribile di sorprese. Paesaggi dall’orizzonte infinito, interrotti qua e là da bizzarre case nel deserto, indecifrabili sculture di acciaio e una passione sfrenata per gli alieni. Tanto che, sulla strada, troviamo una stazione di servizio a tema. Forse un pò kitsch come cosa, ma non sapete che gioia è stata, per una come me, che è cresciuta guardando x-files.

E per restare in tema Ufo, sicuramente Beatty, il paese in cui arriviamo per pernottare, non ci delude affatto!

Ricordo di aver attraversato la strada di fronte al motel al tramonto, per raggiungere l’unico supermarket del paese. E ricordo di aver guardato da ogni lato in direzione della strada e di non aver visto nulla. Il niente per miglia e miglia. E in mezzo a tutto quel nulla, e alla stesso tempo mi sono sentita parte di esso, a casa.

E come dimenticare, l’incontro con gli asinelli, che girano indisturbati per il paese.

Cena in un saloon e poi a letto. E anche dormire qui, si rivelerà una di quelle cose che ricorderò per tutta la vita. Asciugamani piegati a forma di piccoli alieni, hanno reso l’atmosfera ancora più misteriosa.

Giorno 7

Sveglia, colazione, protezione solare altissima e si parte per la Death Valley. L’aria condizionata in auto è d’obbligo e gli occhiali da sole non sono un optional. La combinazione di sale, presente nel parco,  e la  temperatura bollente fanno lacrimare gli occhi. Ma i paesaggi che si presentano ai nostri occhi, uno dopo l’altro, sono spettacolari. La natura qui, ha fatto un capolavoro.

Dopo il pranzo al Badwater Saloon, in pieno deserto, ci rimettiamo in viaggio, per raggiungere Ridgecrest in California, tappa intermedia, prima di arrivare al Sequoia National Park.

 

 

Continua…….