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Ogni giorno è il giorno giusto per partire

Categoria: Viaggi Page 1 of 2

Quanto costa andare a New York

 

Quanto costa andare a New York?

Una delle domande che ricevo più spesso quando torno da uno dei miei viaggi, è : quanto hai speso? . In particolare mi chiedono sempre a proposito degli States.

A seconda del tipo di viaggio che si vuole fare negli Stati Uniti, i costi possono variare. Un on the road è sicuramente diverso da una visita di una settimana in una delle grandi città Usa.

Ed ecco che in questo articolo, voglio parlarvi di New York e quali sono state le spese che ho dovuto sostenere per affrontare questo viaggio.

I DOCUMENTI

Per prima cosa, se già non lo possedete, dovete farvi rilasciare il passaporto elettronico, presso la questura della vostra città; e questo ha un costo di circa 100 euro. Il secondo step è quello di ottenere l’Esta, l’autorizzazione di viaggio elettronica che consente l’ingresso negli Stati Uniti , al costo di 14 dollari.

Un’altra spesa che dovete mettere in conto, assolutamente indispensabile è un’assicurazione di viaggio. I costi della sanità sono altissimi, e per esperienza personale vi consiglio vivamente di non partire senza. Una semplice visita al pronto soccorso potrebbe costarvi migliaia di dollari. I prezzi delle assicurazioni partono da 30/40 euro e arrivano anche fino a 200. Dipende dalla durata del viaggio e dal tipo di assicurazione stipulata.

IL VOLO

I voli  per New York variano a seconda di diversi fattori, tra i principali sicuramente ci sono : il periodo in cui si parte, gli scali effettuati durante il volo, l’anticipo con cui si riesce ad acquistare il biglietto.

Personalmente il biglietto più economico che ho acquistato per Ny è stato di 320 euro con partenza nel mese di Marzo; mentre quello più caro mi è costato 560 euro nel mese di Luglio, nella settimana della festa dell ‘ Independence day. Ci sono insomma prezzi per tutte le tasche. Bisogna essere soltanto leggermente flessibili con date ed orari.

DORMIRE A NEW YORK

Le soluzioni che offre la big city per dormire non sono poche, ma sicuramente non possiamo parlare di una città economica. Una notte in un ostello pulito e con una buona posizione, vi costerà circa 50 dollari a notte a letto, mentre per gli hotel si parte da almeno 150 a doppia. Ovviamente questi sono i prezzi, per delle sistemazioni che trovo accettabili per i miei standard personali. A Ny è infatti molto facile cadere in alcune “trappole turistiche”.  Mi è capitato di dormire in piena Manhattan in posti terrificanti, mentre spostandomi in altre zone ho trovato delle sistemazioni con un ottimo compromesso qualità- prezzo.

MANGIARE A NEW YORK

Per quanto riguarda il cibo invece, ci sono soluzioni per tutte le tasche. Dai fast food, al cibo di strada, ai ristoranti di lusso.

Ogni volta che vado a New York, non posso fare a meno di divorare hot dog, pizza al trancio e il pollo speziato che vendono le bancarelle agli angoli delle strade.

Per chi non amasse questo tipo di alimenti, c’ è comunque la possibilità di mangiare diverse cose tra cui anche verdure, pasta, riso e pesce. Alcuni posti hanno dei buffet, in cui il cibo viene venduto a peso, a prezzi davvero ragionevoli.

Si può mangiare quindi anche con pochi dollari . Ho sempre cercato nei miei viaggi negli States, di avere un budget giornaliero di massimo 30 dollari, che comprendeva colazione, pranzo e cena.

Ovviamente questa è soltanto la mia personalissima esperienza. Non siamo tutti uguali e non abbiamo le stesse necessità e gli stessi gusti. Ma ricapitolando e facendo una somma delle varie spese ( shopping escluso ) un viaggio a New  York, di circa una settimana,in un periodo di media stagione, può costare meno di 1000 euro a persona. Con qualche accorgimento ed un attenta pianificazione, non è più una meta così irragiungibile!

Capodanno a Monaco di Baviera

In cerca di una meta low cost in cui passare il Capodanno, quest’anno ci siamo regalati un mini viaggio a Monaco di Baviera, in  Germania.

La decisione è stata presa davvero  poco prima di partire, e così la macchina si è rivelata il mezzo più comodo ed economico. Ed eccoci qui, quattro ragazzi in auto che attraversano quattro stati, in sei ore, per trascorrere un Capodanno diverso. Partiti dall’Italia, attraversiamo la Svizzera, il Liechtenstein  , e arriviamo così alla nostra destinazione.

L’hotel che ci attende è molto carino, anche se non in centro; ma questo forse è il motivo per cui riusciamo a soggiornarci ad un prezzo fantastico. E dopo aver lasciato i bagagli in stanza, decidiamo immediatamente di andare in centro a Monaco.

Arriviamo a Marienplatz, fulcro della città, bellissima e vestita a festa, con un albero di Natale gigante. Questa piazza, con la sua cattedrale enorme e il campanile, mi piace tantissimo. Foto di rito, passseggiata per le vie illuminate e poi dritti alla ricerca di Hofbraeuhaus, locale storico della tradizione bavarese, che sebbene sia un po’ troppo turistico per i miei gusti, merita una visita. Cena a base delle immancabili salsicce con crauti e birre. Il penultimo giorno dell’anno si conclude così.

Il giorno seguente, dopo aver visto lo spettacolo del carillon del campanile a Marienplatz, decidiamo di fare un salto in Austria.  A circa un’ora di auto, ci dirigiamo a Salisburgo, famosa per la casa natale di Mozart.

Cittadina sul fiume molto carina col suo castello e i vicoli in cui si respira a pieni polmoni la magia delle feste.  In piazza si mangia e si beve, e nell’aria risuonano le note di grandi capolavori di musica classica.

Dopo aver trascorso la giornata qui, torniamo a Monaco per trascorrere la sera di Capodanno in piazza, dove tutti si radunano, muniti di bicchieri e bottiglie per il brindisi, sotto il campanile e aspettano il rintocco della mezzanotte, per salutare il nuovo anno.

 

Il giorno dopo, primo giorno dell’anno,  ci rimettiamo in cammino  verso l’Italia. Ma decidiamo di passare per l’Austria e fermarci a Innsbruck, splendida città del Tirolo, famosa per i suoi mercatini di Natale e per essere una nota località sciistica.

Anche qui, ci perdiamo tra le vie, le bancarelle e i negozi ; e ci facciamo tentare da golosità di ogni tipo : strudel, pretzel, l’immancabile torta Sacher e lo Speck, che qui riveste un ruolo talmente importante da avere dei negozi dedicati solo alla sua vendita, come la Speckeria.

Con gli occhi ( e la pancia) pieni di meraviglie, torniamo  a casa, grati di aver cominciato l’anno nel modo più bello che credo ci possa essere : viaggiando.

 

La mia intervista per Rolling Pandas

 

Ho avuto il piacere di essere intervistata da https://www.rollingpandas.it/, una piattaforma online per organizzare viaggi online in modo semplice, sicuro e personalizzato.

 

Se siete curiosi di leggere che cosa ci siamo raccontati, trovate l’intervista qui .

Buona lettura e buon viaggio !

Week end nelle Valli di Lanzo e Lago di Malciaussia

Ogni tanto, per sfuggire allo stress della vita quotidiana, abbiamo bisogno di respirare un pò di aria pura… e cosi lo scorso week end lo abbiamo trascorso tra le montagne delle Valli di Lanzo, in tre, facendo un salto al bellissimo lago di Malciaussia.

 

Siamo arrivati sabato ad Usseglio e abbiamo deciso di passare la notte a Pian Benot, a 1200 m circa di altitudine. D’inverno meta degli appassionati di sci, questo posto d’estate è un’oasi di relax. Non sarà il posto più turistico del Piemonte, anzi.. ma è proprio questo che ci è piaciuto di più!

 

Camminare tra il silenzio delle montagne, interrotto solo dallo scampanare delle mucche o dal rumore dei ruscelli. Sentire l’arietta fresca sul viso e l’odore di erba nell’aria. Era questo ciò di cui avevamo bisogno.

La nostra piccola baita è dotata di tutti i comfort e dal balcone ornato di fiori si vedono le montagne. Cosa desiderare di più?

Una bella doccia calda e poi a cena presto nel ristorante accanto a noi. Ha l’aspetto del classico ristorante di montagna, di quelli che piacciono tanto a me. Ambiente accogliente, dai colori caldi e con arredamento in legno, tipico di questi posti.

Facciamo cena con un menù tipico piemontese a base di antipasti , agnolotti e poi l’immancabile polenta con salsiccia; per poi finire ovviamente con il dolce. Insomma non ci facciamo mancare nulla! Così con la pancia piena e soddisfatti, dopo una bella passeggiata al chiaro di luna, andiamo a dormire in un silenzio irreale.

Il giorno dopo ci svegliamo con calma e andiamo a fare colazione ; un ricco buffet ci aspetta al ristorante : biscotti, torte, marmellate, yogurt… non manca nulla!

E finalmente  si parte per la prossima tappa : il Lago di Malciaussia, che si trova a circa 20 minuti di distanza da dove ci troviamo.

La strada per raggiungerla è bellissima e ci lascia a  bocca aperta, con paesaggi che sembrano usciti da una cartolina! Ci godiamo la vista dai finestrini della nostra auto e poi alla fine il lago appare davanti a noi in tutta la sua bellezza!

Non starò qui a raccontarvi del Lago perchè dovete andare assolutamente a scoprirlo di persona ! Il lago non è l’unica attrazione , ma ci sono sentieri, corsi d’acqua, cascate e angoli da esplorare.

La zona è dotata di un ristorante- bar, servizi pubblici e aree pic-nic e barbecue.

Un  luogo incantevole, in cui vi consiglio di andare al mattino presto, se volete godervelo in tranquillità.

Usa On The Road, tra California e Nevada

Tornati da qualche settimana dal nostro On the Road negli U.s.a. è finalmente giunto il momento di raccontarvi la nostra avventura che ci ha portato a percorrere circa 3000 km, in 13 giorni, attraverso la California e il  Nevada.

Giorno 1

Arriviamo a Los Angeles nel pomeriggio, stravolti dal lunghissimo viaggio e dal fuso orario, ma appena fuori dall’aereoporto dimentichiamo tutto e ci facciamo prendere dalla magia della città. Andiamo a prendere la nostra auto a noleggio e in quel momento sappiamo già che inizierà l’avventura più speciale della nostra vita. Percorrere le strade americane su un pick up era sulla nostra lista da tempo, e il nostro sogno finalmente si sta realizzando.

Raggiungiamo il nostro Motel, ed in perfetto stile americano parcheggiamo l’auto proprio davanti alla nostra stanza. Una doccia al volo e siamo pronti per uscire. Siamo nella zona di Pasadena, il sole è ormai tramontato, e mentre cerchiamo un posto in cui mangiare ci godiamo le luci della città. La nostra scelta cade su In n Out Burger, famosissima catena di fast food, aprezzatissima e super economica. Siamo davvero stanchi e il giorno dopo ci aspetta una giornata abbastanza intensa, dato che potremo dedicare a L.A. soltanto un giorno; così  torniamo in stanza a ricaricare le pile per il giorno successivo.

Giorno 2

Complice il fuso orario, ci alziamo presto e facciamo la classica colazione da motel americano con  caffè, latte e cereali a forma di ciambelline. La nostra prima destinazione è il quartiere di Echopark, reso celebre dai film e serie tv che hanno scelto come location alcune case della zona; tra le più famose, quella di Dominic Toretto in Fast and Furious. Per saperne di più leggete il mio articolo su Echopark http://www.mytravelingdayoff.com/5-location-di-film-e-serie-tv-in-california/

La nostra prossima meta è Hollywood : passeggiamo tra i negozi, sulla Walk of Fame e ammiriamo la scritta che sovrasta la città dalla collina. Per quanto sia una zona che merita una visita, non è sicuramente tra le mie preferite e così passiamo subito a Beverly Hills. Questa parte di L.a. ci piace un sacco, amiamo perderci tra le vie secondarie, nella tranquillità del caldo sole di luglio, mentre da sotto le palme, ammiriamo estasiati le ville che ci circondano.

Pausa pranzo da Five Guys, e via verso Santa Monica. La mia parte preferita in assoluto. Adoro il Pier, i suoi colori, la gente che lo affolla e  l’oceano a due passi a portata di mano. E di certo non può mancare una passeggiata  a Venice, con i suoi personaggi strambi, i negozietti e le sue spiagge di sabbia dorata.

La nostra giornata finisce nella nostra stanza in motel, dove ci facciamo consegnare una Pepperoni pizza, la nostra preferita; andiamo a dormire stanchi ma felici, con la consapevolezza che questo è soltanto l’inizio.

Giorno 3

La cosa bella di un on the road è proprio il fatto di godersi le meraviglie che si incontrano durante il tragitto, da una destinazione all’altra. E la strada che ci porta da Los Angeles al Joshua Tree National Park, rimane tra i miei ricordi preferiti.

La prima tappa è Redondo Beach. Cosa c’è di così bello qui vi chiederete ? forse per qualcuno nulla di che. Per me che sono un ‘appassionata del telefilm The O.c. invece, si avvera un sogno. E così mi trovo a camminare su quel pontile, dove anni prima Ryan, Marissa e tutti gli altri, ci hanno fatto sognare con le loro storie. Sul pontile raggiungiamo il locale in cui erano soliti ritrovarsi i protagonisti del famoso telefilm,  qui nulla è cambiato; entriamo per pranzare e l’atmosfera è sempre la stessa, alla parete è appesa una foto con le firme degli attori e mi sembra di tornare indietro di 10 anni.

E poi è davvero piacevole passeggiare in questa località di mare, tranquilla e soleggiata, godersi la mattinata prima di mettersi di nuovo sulla strada e continuare il viaggio.

La nostra prossima tappa è San Bernardino, che ci offre anche l’occasione di percorrere una piccola parte di Route 66, che emozione!

Ci incuriosiva poter visitare il sito del primo Mc Donald’ s aperto in America, nel 1948, ora riconvertito in un museo che ospita gadget di ogni genere, vecchi menù, divise e attrezzature. All’esterno murales e un sacco di oggetti forse un pò kitsch, ma originali e divertenti per scattare qualche foto.

Verso sera, arriviamo a Joshua Tree, dove passeremo la notte, in attesa di visitare il parco il mattino seguente.

Piccola nota sui nostri pernottamenti : ho sempre cercato di scegliere posti particolari in cui soggiornare, niente resort di lusso, ma piccoli motel originali, dal sapore tipicamente americano. E il posto in cui dormiremo questa notte, possiamo sicuramente definirlo più che originale!

 

Giorno 4

Sveglia, colazione e raggiungiamo subito il Visitor Center. Essendo questo il nostro primo parco visitato, compriamo il pass che ci permetterà di visitarne diversi; se avete intenzione di visitare almeno 4 parchi è la cosa più conveniente da fare. Costa 80 dollari e vale un intero anno.

 

Nonostante il caldo torrido, visitiamo il parco per tutta la mattina e certi posti possono essere descritti solo con le fotografie. La sensazione di trovarsi in mezzo a una natura sconfinata è meravigliosa. Paesaggi che non siamo abituati a vedere tutti i giorni, talmente lontani dalle nostre realtà quotidiana, da lasciare senza fiato.

Mentre ci dirigiamo verso Las Vegas, incrociamo un altro pezzo di Route 66 e ci fermiamo al Roy’s ,una stazione di benzina, un altro pezzo di storia, ad Amboy.  Nel bel mezzo del Mojave Desert, sull’asfalto rovente, mi viene la bellissima idea di sedermi per una foto. Nonostante la temperatura folle, lo rifarei mille volte ancora, perchè ogni volta che riguardo quella foto, il mio cuore si riempie di gioa e gratitudine per aver avuto la fortuna di poter vivere quel momento.

 

Ci rimettiamo in viaggio, destinazione Las Vegas. Uno dei miei posti preferiti al mondo. E non vedo davvero l’ora di rivederla….

Giorno 5

E dopo miglia di deserto, ecco che appare all’orizzonte lei : Las Vegas.  Ogni volta che la rivedo, è come ritrovarsi con una vecchia amica, che non vedi da molto tempo. E’ sorprendente la velocità con cui vengono creati nuovi edifici qui, ma i pilastri della città rimangono sempre gli stessi.

C’è ancora il Bellagio con le sue fontane danzanti, il Luxor con la sua piramide ed il Venetian con i suoi canali, attraversati dalle gondole.

La nostra stanza all’hotel Hooters è grande e con una vista sullo Strip, davanti alla quale mi addormenterò, col sorriso, nelle prossime due sere.

Questi due giorni a LV li passiamo a gironzolare senza una meta precisa, godendoci la piscina, gli hotel e giocando qualche spicciolo nei casinò. D’altronde è proprio per questo che si viene a Las Vegas, per perdersi.

Giorno 6

Ma non possiamo lasciare Vegas senza prima fare un giretto a Downtown, dove tutto ebbe inizio. E sopratutto, non possiamo andare via, senza prima avere scattato una foto sotto la famosa insegna, che accoglie ogni anno migliaia di persone.

 

La nostra prossima destinazione è la Death Valley, ma dato che a causa delle sue temperature alte è sempre consigliabile visitarla al mattino presto, pernottiamo in un paese vicino, per poi svegliarci e visitarla il mattino seguente.

Le strade del Nevada sono una fonte inesauribile di sorprese. Paesaggi dall’orizzonte infinito, interrotti qua e là da bizzarre case nel deserto, indecifrabili sculture di acciaio e una passione sfrenata per gli alieni. Tanto che, sulla strada, troviamo una stazione di servizio a tema. Forse un pò kitsch come cosa, ma non sapete che gioia è stata, per una come me, che è cresciuta guardando x-files.

E per restare in tema Ufo, sicuramente Beatty, il paese in cui arriviamo per pernottare, non ci delude affatto!

Ricordo di aver attraversato la strada di fronte al motel al tramonto, per raggiungere l’unico supermarket del paese. E ricordo di aver guardato da ogni lato in direzione della strada e di non aver visto nulla. Il niente per miglia e miglia. E in mezzo a tutto quel nulla, e alla stesso tempo mi sono sentita parte di esso, a casa.

E come dimenticare, l’incontro con gli asinelli, che girano indisturbati per il paese.

Cena in un saloon e poi a letto. E anche dormire qui, si rivelerà una di quelle cose che ricorderò per tutta la vita. Asciugamani piegati a forma di piccoli alieni, hanno reso l’atmosfera ancora più misteriosa.

Giorno 7

Sveglia, colazione, protezione solare altissima e si parte per la Death Valley. L’aria condizionata in auto è d’obbligo e gli occhiali da sole non sono un optional. La combinazione di sale, presente nel parco,  e la  temperatura bollente fanno lacrimare gli occhi. Ma i paesaggi che si presentano ai nostri occhi, uno dopo l’altro, sono spettacolari. La natura qui, ha fatto un capolavoro.

Dopo il pranzo al Badwater Saloon, in pieno deserto, ci rimettiamo in viaggio, per raggiungere Ridgecrest in California, tappa intermedia, prima di arrivare al Sequoia National Park.

 

 

Continua…….

5 location di film e serie tv in California

La California, ed in particolare Los Angeles, è da sempre la prescelta nell’ambientazione di molti film e telefilm americani . Nel nostro ultimo viaggio negli States, attraversando on the road la California, abbiamo visitato qualche posto reso celebre dalla tv.

L’elenco delle cose da visitare potrebbe essere lunghissimo, ma ovviamente bisogna per questioni di tempo, fare delle scelte.. e noi abbiamo deciso di dedicare una visita a questi 5 luoghi, che da sempre sognavamo di vedere.

1 La casa di Dominic Toretto e il market di Bob, in Fast and Furious. 

Si trovano a pochissima distanza a piedi l’una dall’altro, nella zona di Los Angeles di Echo Park ; un quartiere tranquillo, da cui si gode di una bellissima vista dall’alto della città.

Gli indirizzi esatti sono : 722 E Kensington Rd, Los Angeles, CA 90026 e 1234 Bellevue Ave, Los Angeles, Ca 90026

2 Neptune’s Net. 

Anche questa location appare  in Fast and Furious, ma è  famosissima anche per altri film, come Point Break e Iron Man 3. In una cornice da sogno, sulla costa di Malibù, fermatevi a mangiare del pesce  fritto e a respirare l’odore dell’oceano.

Indirizzo : 42505 Pacific Coast Highway, Malibù, CA

3 Redondo Coffee Shop.

Se siete fan di The O.c. e avete seguito le avventure di Ryan, Marissa e gli altri, non potete non riconoscere questo posto. All’interno tutto è rimasto come allora e alla parete c’è una foto autografata del cast. La serie è ambientata a Newport, ma questo posto si trova sul pontile di Redondo Beach, a meno di un’ora da Los Angeles.

Indirizzo : 141 Fisherman Wharf

4 Charmed  House 

Vi ricordate delle sorelle Halliweell, protagoniste della serie Streghe, ambientata a San Francisco ? Ebbene la loro abitazione in realtà si trova a Los Angeles, nella zona di Echo Park ( a quanto pare molto gettonata per girare film e series).

Indirizzo : 1329 Carrol Avenue

5 Thriller House                                                                                                                                Un paio di case più in là, vicino a casa Halliweell, sempre in Carrol Avenue, si trova la casa usata da Michael Jackson per girare il video musicale della sua hit Thriller. Assolutamente imperdibile!

Tuliparty, un campo di tulipani a due passi da Torino

Quando pensiamo a distese di tulipani, ci viene sempre in mente l’Olanda. Io personalmente non ci sono mai stata, ma ho visto decine e decine di foto e ne sono sempre rimasta estasiata.

Ebbene non serve per forza andare così lontano per vedere qualcosa di simile. Basta andare a Tuliparty, a pochi km da Torino, a Pianezza. Qui troverete un campo di tulipani con circa 50 coloratissime varietà di questi vivacissimi fiori.

Così da buona amante della natura e dei fiori, sono andata a provare quest’esperienza e ne sono rimasta piacevolmente soddisfatta.

All’ingresso, dopo aver pagato il biglietto (2.50 euro nei giorni feriali), mi viene consegnato un cestino. E questa è una cosa che ho trovato davvero molto carina.

Vi starete chiedendo a cosa serve un cestino… ebbene dopo aver girovagato per il campo e ammirato tutti i fiori, potrete portarvene a casa uno o più, con tanto di bulbo! Nel biglietto d’ingresso è comprensivo un tulipano omaggio, mentre ognuno aggiunto ha il costo di 1,50 euro.

E così dopo averli ammirati con cura tutti, uno ad uno, nella loro infinita bellezza… ho deciso quali erano quelli che avrei portato a casa con me. Ho scelto dei colori classici come il rosa e l’arancione ; ma quello che più mi ha colpito è stato il queen of the night, meglio noto come tulipano nero.

Ora si trovano tutti sul mio balcone, a ricordo di questa bellissima esperienza.

I ragazzi, espertissimi, che si trovano sul posto, sapranno consigliarvi il tulipano più giusto per voi e quali sono le tecniche giuste per piantarli.

Il giardino resterà ancora aperto per tutto il mese di Aprile, per cui vi consiglio di andarlo a visitare.

Per gli orari esatti, la mappa e altre info visitate il sito ufficiale https://tuliparty.com/tuliparty/

 

 

Amicizia : istruzioni per l’uso.

A pochi giorni dal mio compleanno mi trovo a fare delle riflessioni su alcuni aspetti della mia vita. E tra tutti, uno in particolare, attira la mia attenzione : l’amicizia. Si tratta di un argomento di cui si è parlato e si parla sempre tanto; ci si chiede spesso se l’amicizia vera esiste. La risposta che va per la maggiore è che l’amicizia vera esiste, ma si può definire tale solo se dura da tanti anni, senza mai aver avuto nessun cedimento di alcun tipo.

Bene, io non sono molto d’accordo con questa teoria. Credo che esistano diversi tipi di amicizie, che incontriamo nel corso della vita, rispetto a quella che viene comunemente idealizzata; alcune sono più durature, altre  sono più brevi, ma tutte sono ugualmente importanti e ci lasciano qualche insegnamento , che sia positivo o negativo.

Nel corso degli anni mi sono trovata a dover lasciare indietro delle persone, non perchè fossi un’opportunista e volessi disfarmene come quando qualcosa non ci serve più, ma piuttosto perchè  si cambia, si cresce , o semplicemente non si riesce più ad essere sulla stessa lunghezza d’onda. Bisogna solo accettare il fatto che certe persone forse, sono destinate a camminare accanto a noi solo per determinati periodi della nostra vita.

Questo non fa di noi delle persone egoiste, semplicemente il tempo da dedicare alle cose, quando ci si affaccia alla vita “da adulti”  diminuisce drasticamente e ci si ritrova a dover fare delle scelte, che a volte non vengono comprese; ci si vede sempre meno, spesso si discute, fino ad allontanarsi definitivamente.

Al contrario, mi sto accorgendo che negli ultimi tempi mi riesce molto più facile stringere delle amicizie occasionali, quelle che io chiamo “amicizie da viaggio”. L’anno scorso a New York per esempio sono andata a vedere una partita di baseball con una ragazza e un ragazzo conosciuti in ostello, è stata una serata bellissima e anche da allora non ci siamo più rivisti, è una cosa che ricordo davvero con molto piacere. Altre persone, invece, le vedo ancora ed è come il primo giorno : si ride, si condivide qualche giorno insieme, e poi ognuno torna alla sua vita nel suo angolo di mondo.

Il consiglio che vi posso dare è di vivere le relazioni per quello che sono e dare la giusta importanza a ogni cosa. Non fatevene una malattia se alcune volte non è andata come avreste voluto, probabilmente era così che doveva finire. Lasciate andare quello che non potete cambiare. E sopratutto smettiamo di porci la domanda : ” Ma sono io o sono loro? ” . La risposta è che non è colpa di nessuno, quando una persona è onesta e sincera in primis con se stessa, ciò non porterà altro che positività nella propria vita. Non siamo fatti per accontentare tutti, ma possiamo rendere felici noi stessi ed è nostro dovere farlo.

Arrivederci Miami.

Arrivederci Miami. Anche quest’avventura si è conclusa. Si torna a casa con un bagaglio ricco di ricordi e di emozioni. Miami è sempre bella, anche quando piove e il cielo diventa grigio.

Abbiamo avuto modo di viverla in ogni sua sfumatura, di giorno e di notte, nella sua veste tipicamente turistica, ma anche in quella di chi ci vive tutti i giorni. Un piccolo incidente di percorso ci ha portato a modificare i nostri programmi e per la prima volta, dopo tanti viaggi negli U.s.a., mi sono trovata a dovermi rapportare personalmente con la sanità americana.

Vi parlerò in uno dei miei prossimi post di quanto sia importante un’assicurazione sanitaria quando si viaggia verso gli Stati Uniti : è assolutamente fondamentale.

Nonostante questo piccolo imprevisto il resto del nostro viaggio è andato a gonfie vele; questo posto non finisce mai di stupirmi. Sono stati 12 giorni fantastici divisi tra Miami e altre mete che abbiamo raggiunto in giornata ; questa città è infatti davvero un’ ottima base di partenza per visitare alcuni luoghi nelle vicinanze, in autonomia o con viaggi organizzati.

Noi abbiamo scelto di visitare le Bahamas, Key West e le Everglades. Ma ci sono tante altre destinazioni raggiungibili facilmente da Miami, a seconda dei vostri gusti e del tempo disponibile : Cuba per esempio si trova a solo un’ora di distanza in aereo !

 

Grazie alla significativa presenza di popolazione ispanica, in gran parte Cubana, la città è stata notevolmente influenzata in molti aspetti : dalla musica al cibo. Entrambe le facce di questa medaglia, quella latina e americana, riescono a convivere serenamente, dando vita ad una realtà intrigante, un’ America dal fascino latino. Non stupitevi quindi di sentir parlare così tanto spagnolo per le strade.

Scegliete la stagione giusta, preparate la valigia perfetta e partite! Miami vi aspetta!

Miami, o la odi o la ami.

Sono passati quattro anni da quando ho messo piede la prima volta a Miami. La destinazione iniziale doveva essere New York , ma per svariate ragioni e circostanze alla fine ho deciso di spostarmi in Florida.

L’impatto iniziale non è stato dei migliori, nonostante il panorama da sogno che offre con le sue spiagge di sabbia bianca e il suo mare azzurro mi ricordo come fosse ieri che appena arrivata non mi è piaciuta…. ebbene si non è stato amore a prima vista, so che fate fatica a crederlo.

 

Era giugno, appena uscita dall’aereoporto mi ha accolto un’ umidità spaventosa, i miei capelli sono diventati ricci all’istante ed una puzza di pesce fritto aleggiava nell’aria… all’epoca non mangiavo molto pesce quindi per me era solo fonte di fastidio, non sapevo che poi quello sarebbe diventato per me “buon profumino di pesce”. Non sapevo che tante cose sarebbero cambiate, che io sarei cambiata.

Il secondo giorno di mare, credendo di essere già abbastanza scura di carnagione, sono andata in spiaggia senza protezione solare; inutile dire che la sera ero un’aragosta con le gambe e ho passato la notte a farmi scendere la febbre. No. Per adesso non stavo vivendo il sogno americano. Decisamente no.

Ma giorno dopo giorno le cose sono cambiate. Sono stati i tre mesi più belli della mia vita. Ho cominciato ad amare ogni singolo istante delle mie giornate dai tramonti a South Beach e le passeggiate in bicicletta a Downtown, alle luci della sera su Ocean Drive.

Miami rimane ancora oggi per me uno di quei posti che porto nel cuore. Quando guardo le fotografie i miei occhi diventano lucidi, perchè quello è il posto dove ho accompagnato la vecchia me, le ho detto che era stato bello stare insieme in questi anni e di non avere paura perchè nella vita si cambia e si cresce.  Quella che avrei riportato a casa dopo questi mesi era una nuova me, più consapevole e matura, ma con il cuore di quella bambina che guardava fuori dal finestrino della macchina in viaggio, sperando che un giorno sarebbe diventato quello di un aereo.

Miami sono pronta a tornare da te .

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