Amicizia : istruzioni per l’uso.

A pochi giorni dal mio compleanno mi trovo a fare delle riflessioni su alcuni aspetti della mia vita. E tra tutti, uno in particolare, attira la mia attenzione : l’amicizia. Si tratta di un argomento di cui si è parlato e si parla sempre tanto; ci si chiede spesso se l’amicizia vera esiste. La risposta che va per la maggiore è che l’amicizia vera esiste, ma si può definire tale solo se dura da tanti anni, senza mai aver avuto nessun cedimento di alcun tipo.

Bene, io non sono molto d’accordo con questa teoria. Credo che esistano diversi tipi di amicizie, che incontriamo nel corso della vita, rispetto a quella che viene comunemente idealizzata; alcune sono più durature, altre  sono più brevi, ma tutte sono ugualmente importanti e ci lasciano qualche insegnamento , che sia positivo o negativo.

Nel corso degli anni mi sono trovata a dover lasciare indietro delle persone, non perchè fossi un’opportunista e volessi disfarmene come quando qualcosa non ci serve più, ma piuttosto perchè  si cambia, si cresce , o semplicemente non si riesce più ad essere sulla stessa lunghezza d’onda. Bisogna solo accettare il fatto che certe persone forse, sono destinate a camminare accanto a noi solo per determinati periodi della nostra vita.

Questo non fa di noi delle persone egoiste, semplicemente il tempo da dedicare alle cose, quando ci si affaccia alla vita “da adulti”  diminuisce drasticamente e ci si ritrova a dover fare delle scelte, che a volte non vengono comprese; ci si vede sempre meno, spesso si discute, fino ad allontanarsi definitivamente.

Al contrario, mi sto accorgendo che negli ultimi tempi mi riesce molto più facile stringere delle amicizie occasionali, quelle che io chiamo “amicizie da viaggio”. L’anno scorso a New York per esempio sono andata a vedere una partita di baseball con una ragazza e un ragazzo conosciuti in ostello, è stata una serata bellissima e anche da allora non ci siamo più rivisti, è una cosa che ricordo davvero con molto piacere. Altre persone, invece, le vedo ancora ed è come il primo giorno : si ride, si condivide qualche giorno insieme, e poi ognuno torna alla sua vita nel suo angolo di mondo.

Il consiglio che vi posso dare è di vivere le relazioni per quello che sono e dare la giusta importanza a ogni cosa. Non fatevene una malattia se alcune volte non è andata come avreste voluto, probabilmente era così che doveva finire. Lasciate andare quello che non potete cambiare. E sopratutto smettiamo di porci la domanda : ” Ma sono io o sono loro? ” . La risposta è che non è colpa di nessuno, quando una persona è onesta e sincera in primis con se stessa, ciò non porterà altro che positività nella propria vita. Non siamo fatti per accontentare tutti, ma possiamo rendere felici noi stessi ed è nostro dovere farlo.

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